Alatri: l’ostia incarnata e la lettera di Gregorio IX
Ad Alatri una giovane trattenne un’ostia consacrata per riconquistare una persona mediante un sortilegio d’amore. Dopo tre giorni trovò della carne nel panno in cui l’aveva nascosta. Spaventata, confessò al vescovo quanto era accaduto; anche l’istigatrice si presentò. La lettera di Gregorio IX del 13 marzo 1228, vicina ai fatti, riprende l’accaduto, lo riconosce come un miracolo divino e stabilisce la penitenza. Con questa risposta pontificia Alatri possiede una testimonianza scritta antica di particolare rilievo.











